UN RICORDO BUONO COME IL PANE
CALIZZANO di Teresio Bianchessi (www.teresiobianchessi.it)
Ci si allontana dalla città come fosse per sempre; si lascia il frastuono convinti di trovare una quiete paradisiaca e, qualunque sia la destinazione, la trasformiamo, nel nostro inconscio subito consenziente, nell’isola dei sogni che purtroppo non c’è.
Ciò che succede in concreto lo conosciamo tutti soprattutto se, complice il lavoro, dobbiamo spendere le nostre vacanze ad agosto: traffico, caos, parcheggi a pagamento, code nei negozi ne più ne meno come ci succedeva in città.
Ho provato ad esorcizzare queste situazioni scegliendo per le mie vacanze Calizzano, località dell’entroterra ligure di ponente distante una ventina di chilometri dal mare e devo dire che la scelta, soprattutto se si cerca quiete, si è rilevata azzeccata.
Calizzano è immerso nel verde che ti accompagna lungo tutto il tragitto sia che si arrivi dal mare che dall’interno, terra benedetta ricca di acque che sgorgano da un numero incredibili di fonti ognuna con caratteristiche organolettiche diverse.
La località sa anche proporti passeggiate dissimili: fresche lungo limpidi e ciarlieri torrenti che rinvigoriscono proprio qui il Bormida, nastro garrulo che diventa più in la irruente e che attraversa tutto l’abitato; pietrose, rosse, sterrate per brevi tratti; costeggiate da pini mediterranei che si stagliano su ampi panorami azzurri e dal Santuario della Madonna delle Grazie diventano, salendo, fresche ed ombrose una volta raggiunta l’immensa faggeta. Salubri pinete e boschi quasi sempre generosi di funghi, fragole, more, lamponi, mirtilli si alternano con castani secolari i cui tronchi enormi, irregolari, affaticati creano i perduti poetici paesaggi agresti di un tempo nei quali sembra di poter ancora intravedere la fatica delle generazioni precedenti.
Infine il centro storico raccolto come una conchiglia e la cui via principale, frequentatissima, si può paragonare ai grandi cortili delle cascine lombarde la dove ci si incontrava tutti.